La prima volta che sono arrivato a La Valletta è stato dal mare, su un traghetto all’alba: le mura color miele che uscivano dalla foschia, la cupola dei Carmelitani e la guglia della cattedrale anglicana a disegnare il profilo della città. È un ingresso che consiglio a tutti, almeno una volta. La capitale di Malta è la più piccola dell’Unione Europea, appena 0,61 chilometri quadrati, ma dentro i suoi bastioni c’è una densità di storia, arte e vita quotidiana che pochissime città riescono ad avere. Per me è uno dei city break più completi del Mediterraneo: voli brevi dall’Italia, tutto a portata di piedi, il mare sempre a un angolo di strada. In questa guida ti racconto come viverla in due o tre giorni, con i consigli che avrei voluto avere al primo viaggio.
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ToggleLa Valletta, la città dei Cavalieri: storia e prima impressione
Per capire La Valletta bisogna partire dal 1565, l’anno del Grande Assedio. I Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni resistettero per mesi all’armata ottomana e, l’anno dopo, il Gran Maestro Jean Parisot de la Valette posò la prima pietra di una città nuova, fortificata e pianificata, che da lui prese il nome. Il progetto fu affidato all’ingegnere militare italiano Francesco Laparelli, allievo della scuola rinascimentale, mentre il maltese Girolamo Cassar firmò molti degli edifici principali. Il risultato è una griglia di strade dritte che scendono verso il mare su entrambi i lati della penisola, pensate per far circolare l’aria e la brezza: ancora oggi lo si sente nelle giornate d’estate.
Dal 1980 la città è patrimonio UNESCO e nel 2018 è stata Capitale Europea della Cultura. Chi ama l’architettura si trova a casa: palazzi barocchi, chiese, gli auberges delle varie “lingue” dei Cavalieri, e accanto a tutto questo la modernissima City Gate con il Parlamento progettati da Renzo Piano, inaugurati nel 2015. A pochi passi, la Pjazza Teatru Rjal è un teatro all’aperto ricavato tra le rovine della Royal Opera House, bombardata nel 1942. La storia qui non è mai in vetrina: è parte della strada che percorri ogni giorno.
Concattedrale di San Giovanni: il Caravaggio della Valletta
Se hai tempo per un solo monumento, scegli la Concattedrale di San Giovanni. Fuori è sobria, quasi severa, opera di Cassar e completata nel 1577; dentro è un’esplosione di barocco che lascia senza parole. La volta a botte fu dipinta da Mattia Preti, pittore calabrese che a Malta lavorò per decenni, con le storie della vita di San Giovanni Battista. Il pavimento è un mosaico di circa quattrocento lapidi in marmo intarsiato, sotto le quali riposano i Cavalieri: stemmi, scheletri, clessidre, un memento mori continuo che ti obbliga a guardare in basso tanto quanto in alto.
Poi c’è l’Oratorio, e lì dentro la ragione per cui molti arrivano fin qui: la Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio, dipinta nel 1608 durante il suo soggiorno sull’isola. È la tela più grande che abbia mai realizzato e l’unica che porta la sua firma, tracciata nel sangue che sgorga dal collo del santo. Nella stessa sala c’è anche il San Girolamo scrivente. Io mi siedo sempre qualche minuto sulle panche in fondo: la luce radente, il silenzio e quel vuoto enorme nella parte alta del quadro valgono più di qualsiasi spiegazione.

La navata della Concattedrale di San Giovanni, con la volta dipinta da Mattia Preti. Foto di William Jones su Unsplash.
Informazioni utili: la concattedrale è aperta di norma dal lunedì al sabato e chiusa la domenica e nei giorni festivi; il biglietto adulti costa intorno ai 15 euro e include l’audioguida. È un luogo di culto: spalle e ginocchia coperte, e niente tacchi a spillo, che rovinerebbero le lapidi. Vai all’apertura per evitare i gruppi delle crociere. A due passi, il Palazzo del Gran Maestro completa il quadro della cultura dei Cavalieri con armerie, sale di rappresentanza e arazzi.
Upper Barrakka Gardens, Saluting Battery e i bastioni
Gli Upper Barrakka Gardens sono il balcone della città. Nati come giardino privato dei Cavalieri della lingua d’Italia, oggi sono un piccolo parco con archi, fontane e alberi, affacciato sul Grand Harbour, uno dei porti naturali più spettacolari del Mediterraneo. Davanti hai le Tre Città, i forti, le gru dei cantieri e le navi che entrano lentamente nella baia: è il posto dove torno ogni sera prima di cena.
Sotto la terrazza c’è la Saluting Battery, la batteria di cannoni da cerimonia: di norma spara a mezzogiorno e alle 16, dal lunedì al sabato, e lo spettacolo si vede gratuitamente dalla terrazza (l’accesso alla batteria stessa è a pagamento, con una cifra contenuta). Arriva con un quarto d’ora di anticipo per trovare posto alla balaustra. Dai giardini parte anche il Barrakka Lift, l’ascensore panoramico che collega la città alta al lungomare e all’approdo dei traghetti, con un costo simbolico.
Se ti piace camminare, segui i bastioni fino ai Lower Barrakka Gardens, più tranquilli, e al Siege Bell Memorial, dedicato ai caduti della Seconda guerra mondiale, quando Malta resistette a bombardamenti durissimi e ricevette la George Cross. In punta alla penisola, il Forte Sant’Elmo ospita il Museo Nazionale della Guerra, mentre i Lascaris War Rooms, scavati nella roccia sotto i giardini, raccontano il quartier generale alleato durante il conflitto.
Grand Harbour e Tre Città: la traversata in dgħajsa
Una delle esperienze più belle che si possano fare alla Valletta costa pochi euro: attraversare il Grand Harbour su una dgħajsa, la tradizionale barca a remi maltese dai colori vivaci, oggi quasi sempre spinta da un piccolo motore. Si prende sotto i bastioni, all’approdo vicino al Barrakka Lift, e in una decina di minuti ti lascia dall’altra parte, a Birgu (Vittoriosa). La tariffa indicativa è di circa 3 euro a persona, in contanti; in alternativa c’è il traghetto di linea per Cospicua, più frequente e regolare.
Le Tre Città, Birgu, Senglea (L-Isla) e Cospicua (Bormla), sono il cuore più antico del porto, dove i Cavalieri si stabilirono prima di costruire La Valletta. Qui il ritmo cambia: vicoli silenziosi, panni stesi, bambini che giocano sotto le edicole votive. A Birgu non perdere il Forte Sant’Angelo e il lungomare con gli yacht; a Senglea cammina fino ai giardini della Gardjola, la garitta di guardia con l’occhio e l’orecchio scolpiti, simbolo della vigilanza sul porto. Da lì la vista sulla Valletta è perfetta, soprattutto nel pomeriggio.

Senglea, una delle Tre Città, e il Grand Harbour visti dalla Valletta. Foto di Sarolta Balog-Major su Unsplash.
Strait Street, Merchant Street e la cucina maltese: pastizzi, ftira e Kinnie
La sera La Valletta cambia volto. Strait Street (Triq id-Dejqa), una delle vie più strette della città, è stata per decenni “The Gut”, il quartiere dei marinai della flotta britannica, tra bar, music hall e locali notturni. Dopo un lungo abbandono è rinata con wine bar, piccoli ristoranti e jazz dal vivo: tavolini sui gradini, luci basse e un’atmosfera che non ti aspetti in una capitale così piccola. Merchant Street, parallela a Republic Street, è invece la strada del commercio quotidiano, con negozi, bancarelle e palazzi storici. Alza sempre lo sguardo: i gallarija, i balconi chiusi in legno dipinti di rosso, verde o blu, sono il dettaglio che rende uniche queste strade.

Una delle strade a gradini della Valletta, con i balconi in legno e il Grand Harbour sullo sfondo. Foto di Michail Tsapas su Unsplash.
La gastronomia maltese è un incrocio di Sicilia, Nord Africa e Inghilterra. Quello che non deve mancare:
- Pastizzi: sfoglia croccante ripiena di ricotta o di purè di piselli, da mangiare caldi in piedi; costano pochissimo, di solito meno di un euro l’uno.
- Ftira: il pane maltese a pasta madre, condito con pomodoro, tonno, capperi e olive; la sua tradizione è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale nel 2020.
- Stuffat tal-fenek: lo stufato di coniglio al vino e aglio, considerato il piatto nazionale.
- Lampuki: il pesce di stagione in autunno, spesso servito in torta o alla griglia.
- Imqaret: dolcetti fritti ripieni di datteri, perfetti con un caffè.
Da bere, prova la Kinnie, la bibita amarognola agli agrumi e alle erbe prodotta dal 1952, e una birra Cisk. Per mangiare bene senza spendere troppo, cerca le trattorie nelle traverse laterali piuttosto che sulle vie principali.
Gite in giornata da La Valletta: Mdina, Marsaxlokk e Gozo
La Valletta è una base perfetta per esplorare l’isola, che è piccola e ben collegata dagli autobus. Le mie tre gite preferite:
- Mdina e Rabat: l’antica capitale, chiamata “città del silenzio”, arroccata su una collina al centro dell’isola. Vicoli di pietra, palazzi nobiliari, la cattedrale di San Paolo e, appena fuori, a Rabat, le catacombe. Vai nel tardo pomeriggio, quando i gruppi se ne vanno.
- Marsaxlokk: il villaggio dei pescatori nel sud-est, con i luzzu colorati che portano dipinto a prua l’occhio protettivo. La domenica mattina c’è il mercato del pesce: arriva presto e fermati a pranzo in uno dei ristoranti sul porto.
- Gozo: l’isola sorella, più verde e lenta. Il traghetto veloce dalla Valletta impiega circa 45 minuti; in alternativa si prende il traghetto da Ċirkewwa, nel nord di Malta. Una giornata basta per un primo assaggio della Cittadella di Victoria, ma l’isola meriterebbe un viaggio a sé.
Quando andare alla Valletta e consigli pratici
Primavera e autunno sono, secondo me, i periodi migliori: temperature miti, mare spesso ancora balneabile fino a ottobre e meno folla. Luglio e agosto sono molto caldi e affollati, anche per le navi da crociera; in inverno il clima resta gentile e la città si gode con calma, ma qualche giornata di vento e pioggia va messa in conto. Ecco i miei consigli di viaggio essenziali:
- Come arrivare dall’Italia: in aereo ci sono voli diretti da molte città italiane, in genere tra un’ora e mezza e due ore di volo. Dalla Sicilia c’è il catamarano da Pozzallo, che impiega circa 1 ora e 45 minuti.
- Dall’aeroporto: il servizio Airport Direct porta alla Valletta in circa mezz’ora; c’è anche la rete di autobus di linea. In città si gira solo a piedi, e preparati alle salite e alle scalinate.
- Trasporti: gli autobus coprono tutta l’isola con biglietti economici, validi due ore; il traghetto per Sliema impiega pochi minuti ed è il modo più piacevole per spostarsi tra le due sponde.
- Dove dormire: dormire dentro le mura, magari in un palazzo storico trasformato in boutique hotel, è un’esperienza a sé; Sliema e Gżira sono alternative più economiche e ben collegate.
- Budget: La Valletta non è più una meta low cost, soprattutto per gli alloggi in alta stagione, ma mangiare nelle trattorie e usare i mezzi pubblici aiuta a contenere le spese. Si paga in euro e l’inglese è lingua ufficiale insieme al maltese.
La Valletta è piccola, ma non va consumata in fretta. Concediti un tramonto sugli Upper Barrakka Gardens, una traversata in dgħajsa e una sera tra i gradini di Strait Street: sono questi i momenti che restano. Tra le tante città di Europa che ho visto, poche sanno sorprendere così in così poco spazio. Mettila nella lista dei prossimi viaggi, magari fuori stagione: non te ne pentirai.