Il primo italiano a visitare tutto il Venezuela: Giulio arriva dove altri non sono mai andati

Giulio è il primo italiano ad aver dichiarato l'obiettivo di visitare tutto il , raggiungendo anche luoghi e comunità lontani dai normali itinerari di . Insieme a Génesis, la sua compagna venezuelana, sta attraversando il Paese per raccontarne territori, persone e storie poco conosciuti. Il loro progetto si chiama Paseítos Callejeros: un canale YouTube che in appena un anno ha superato 41 mila iscritti e raccolto milioni di visualizzazioni. Il viaggio li ha portati a incontrare comunità indigene rimaste a lungo isolate e a documentare direttamente un terremoto, trasformandoli da viaggiatori in testimoni sul campo.

Giulio e Génesis partono con una destinazione, ma non con un percorso già scritto.

Ogni strada può condurre a un incontro inatteso, ogni può aprire un nuovo capitolo e ogni emergenza può cambiare completamente il senso del viaggio.

È questo l'elemento distintivo di Paseítos Callejeros, il progetto attraverso il quale stanno raccontando un Venezuela lontano dalle cartoline e dai circuiti turistici più conosciuti.

Giulio è italiano e ha oltre vent'anni di esperienza nel mondo della televisione e della produzione audiovisiva. Génesis, la sua compagna venezuelana, conosce la cultura, le tradizioni e la quotidianità del proprio Paese.

Insieme si sono posti un obiettivo ambizioso: attraversare tutto il Venezuela e arrivare anche nei luoghi dove nessun italiano era mai arrivato prima per raccontare il territorio e le persone.

Non si tratta soltanto di collezionare . Il loro viaggio nasce dal desiderio di conoscere comunità, paesaggi e realtà che raramente trovano spazio nei normali racconti di viaggio.

 

41 mila iscritti in un anno: numeri da professionisti

I risultati cominciano a essere difficili da ignorare. In appena un anno di attività, Paseítos Callejeros ha superato 41 mila iscritti, mentre i suoi contenuti hanno generato complessivamente milioni di visualizzazioni raggiungendo pubblico anche fuori dal Venezuela.

Alcuni video hanno ottenuto numeri che normalmente si associano a canali molto più grandi. Il documentario “Esploriamo un Pueblo Escondido” si sta avvicinando alle 200 mila visualizzazioni. Ma sono soprattutto due reportage realizzati durante il terremoto a impressionare: entrambi hanno superato individualmente il milione di visualizzazioni, accompagnati da migliaia di commenti.

Numeri da grande canale. Numeri da professionisti.

Le persone non guardano soltanto: partecipano. Commentano, suggeriscono destinazioni, raccontano esperienze, fanno domande e aspettano l'episodio successivo. Intorno a Paseítos Callejeros sta crescendo una community vera.

 

Non vogliono semplicemente visitare il Venezuela. Vogliono conoscerlo

La filosofia di Giulio e Génesis è molto distante dal turismo veloce. Preferiscono rallentare. Entrano nei mercati, parlano con pescatori e commercianti, incontrano famiglie, ascoltano racconti e tradizioni, provano la gastronomia locale e cercano di comprendere come vive realmente una comunità.

Il paesaggio è importante, ma quasi mai è sufficiente. Dietro una , una città o un piccolo paese esistono persone che possono raccontare quel territorio meglio di qualsiasi guida turistica. È una forma di turismo lento trasformata in documentario.

Dove gli altri si fermano, loro continuano

Uno degli esempi più rappresentativi arriva dallo stato Sucre, nel Venezuela orientale. Giulio e Génesis stavano realizzando un documentario dedicato a un pueblo escondido. Avrebbero potuto raggiungere il villaggio, raccontarlo e tornare indietro. Hanno continuato.

Il viaggio li ha condotti ancora più lontano, fino a raggiungere una comunità indigena Warao che aveva vissuto per anni in una condizione di forte isolamento. A quel punto il documentario cambia completamente: non c'è più soltanto un luogo da mostrare. Ci sono persone da ascoltare, storie, memorie, tradizioni e vite che raramente finiscono davanti a una telecamera.

Guarda il documentario

▶ ESPLORIAMO UN PUEBLO ESCONDIDO

Uno dei documentari simbolo di Paseítos Callejeros, ormai vicino alle 200 mila visualizzazioni.

Viaggiatori Seriali: Giulio, cosa pensi quando arrivi in una comunità così isolata?

Giulio: La prima cosa è ascoltare. Quando arrivi davanti a delle persone non puoi pensare soltanto alle immagini che vuoi portare a casa. Devi capire dove sei, parlare con loro, ascoltare quello che vogliono raccontarti e rispettare il luogo nel quale sei entrato. La telecamera viene dopo. A noi non interessa raggiungere un posto remoto semplicemente per poter dire “siamo stati qui”. Vogliamo capire cosa c'è oltre il punto nel quale normalmente tutti si fermano. A volte percorri altri chilometri e trovi una storia capace di cambiare completamente il documentario.

Poi arriva il terremoto. E il viaggio non conta più

Ci sono momenti nei quali raccontare un viaggio diventa improvvisamente secondario. Giulio e Génesis si trovano a un terremoto direttamente in Venezuela. Quello che doveva essere un altro capitolo del loro viaggio cambia completamente. Paseítos Callejeros passa dal documentario alla cronaca.

Giulio prende la telecamera e va sul campo. Non perché esista un video da realizzare, ma perché sente che, in quel momento, qualcuno deve raccontare quello che sta succedendo.

Il reportage da Caracas

▶ ASÍ ESTÁ VENEZUELA 🇻🇪 CARACAS DESPUÉS DEL TERREMOTO

Oltre un milione di visualizzazioni e migliaia di interazioni.

Il reportage da La Guaira e Catia La Mar

▶ ASÍ ESTÁN LA GUAIRA Y CATIA LA MAR DESPUÉS DEL TERREMOTO

Anche il secondo reportage supera il milione di visualizzazioni.

Due reportage. Due risultati superiori al milione. Migliaia di commenti. Ma parlando con Giulio comprendiamo rapidamente che, per lui, quei numeri rappresentano soltanto una conseguenza. La ragione per cui ha acceso la telecamera era un'altra.

Viaggiatori Seriali: Giulio, cosa hai pensato realmente in quelle ore?

Giulio: Umanamente ho pensato una cosa molto semplice: il Venezuela era solo. Stava accadendo qualcosa di importante e avevo la sensazione che nessuno stesse parlando veramente del disastro e soprattutto dell'immediatezza di cui avevano bisogno quelle persone. Sappiamo bene perché. Ma in quel momento non mi interessava entrare in altre questioni. C'erano persone che avevano bisogno di essere viste. E io avevo una telecamera. Ho pensato che il minimo che potessi fare fosse utilizzarla.

Quando un reportage riesce a muovere il web

Quello che accade successivamente va ben oltre le visualizzazioni. I reportage cominciano a circolare. Il pubblico reagisce. Le persone condividono. Arrivano migliaia di commenti. E intorno alle immagini iniziano ad attivarsi anche iniziative benefiche e forme di solidarietà.

La telecamera che poche ore prima stava semplicemente documentando un evento diventa un ponte tra chi sta vivendo l'emergenza e chi, dall'altra parte del mondo, vuole fare qualcosa.

Viaggiatori Seriali: Vi aspettavate una reazione di queste dimensioni?

Giulio: Assolutamente no. Ed è stata forse una delle esperienze che mi ha colpito di più. Attraverso quei reportage siamo riusciti, nel nostro piccolo, a muovere i cuori del web. Sono nate iniziative benefiche e abbiamo iniziato a ricevere contatti da persone e squadre arrivate da diversi Paesi: Messico, Perù, , ma anche , Turchia ed El Salvador. Ci chiamavano perché lavorassimo vicino ai loro pompieri, ai soccorritori, ai loro eroi arrivati per aiutare la popolazione. Per me è stato un grandissimo onore. In quel momento non mi interessava più sapere quante visualizzazioni stessimo facendo. Mi interessava sapere che una telecamera e il nostro pubblico potevano essere utili. Questa è una delle cose che non dimenticherò.

Viaggiatori Seriali: E l'Italia?

Giulio: L'Italia invece non mi ha proprio calcolato. E questa cosa, lo ammetto, mi ha sorpreso. Perché in quei giorni tantissime persone mi utilizzavano come punto di riferimento per capire cosa stesse accadendo. I nostri reportage stavano facendo numeri enormi. In alcuni momenti avevo un'audience che, guardando i dati, mi sembrava persino superiore a quella di programmi delle grandi televisioni italiane. Eppure dall'Italia nessuno mi ha cercato. Ma questa… è un'altra storia.

Quando vent'anni di televisione tornano fuori

È forse proprio il terremoto a mostrare più chiaramente la differenza tra possedere una telecamera e avere alle spalle una vita trascorsa lavorando con le immagini. Quando il copione scompare, resta l'esperienza.

Giulio non ha bisogno di trasformare Paseítos Callejeros in un telegiornale. Gli basta fare ciò che conosce: arrivare sul posto, osservare, ascoltare, documentare e lasciare che siano le immagini e le persone a costruire il racconto.

Il Venezuela che difficilmente entra nelle cartoline

Sarebbe facilissimo costruire un canale dedicato al Venezuela limitandosi alla sua bellezza: Caraibi, , foreste, parchi nazionali e paesaggi spettacolari. Paseítos Callejeros ha scelto una strada più complessa.

Accanto alle bellezze naturali compaiono mercati, strade, trasporti, piccoli commercianti, pescatori, imprenditori, famiglie, comunità indigene e paesi che fuori dal Venezuela quasi nessuno saprebbe indicare su una mappa. Non cercano un Venezuela perfetto e nemmeno un Venezuela costruito attorno ai suoi problemi. Cercano semplicemente il Venezuela che trovano quando arrivano sul posto.

Viaggiatori Seriali: Sarà forse questa la vostra arma vincente?

Giulio: Ti confesso che è semplicemente il nostro stile. Ci piace essere così e vediamo che piace anche al pubblico. Credo che le persone capiscano immediatamente quando qualcosa è genuino. Noi non interpretiamo Giulio e Génesis. Siamo Giulio e Génesis. Se qualcosa ci sorprende, quella sorpresa è vera. Se qualcosa ci emoziona, quella è l'emozione che abbiamo vissuto. Non sappiamo già come finirà il video perché spesso non sappiamo nemmeno cosa troveremo. E forse proprio questa genuinità ci ha permesso di entrare in contatto con persone che vivono molto lontano da noi. Una parte importante del nostro pubblico arriva dagli , dal Canada e dalla , ma abbiamo anche una bella comunità italiana che continua a crescere. Alla fine le storie umane non hanno bisogno di passaporto.

I numeri raccontano un fenomeno che sta crescendo

Quarantunomila iscritti in appena un anno. Milioni di visualizzazioni complessive. Un documentario di esplorazione vicino alle 200 mila views. Due reportage capaci di superare individualmente il milione. Migliaia di commenti. Una community internazionale.

Sono risultati che iniziano ad assumere dimensioni importanti per un progetto così giovane. Ma il numero forse più interessante non compare nelle statistiche: è il livello di fiducia che Giulio e Génesis sembrano essere riusciti a costruire con il pubblico.

Per noi di Viaggiatori Seriali, sono segnali di un progetto che merita di essere osservato con attenzione. Giulio e Génesis potrebbero diventare negli anni a venire due volti sempre più riconoscibili del viaggio e del racconto sul web.

Viaggiatori Seriali: Dopo il Venezuela, cosa succede?

Giulio: Prima dobbiamo ancora conoscere tantissimo Venezuela. È un Paese enorme e non vogliamo attraversarlo di corsa. Poi sicuramente vorremmo visitare e Colombia. Sono due Paesi che ci affascinano moltissimo. Ma le porte sono aperte al mondo. Perché il vero progetto di Paseítos Callejeros non è soltanto raccontare il Venezuela. È conoscere il mondo e raccontarlo così come si presenta. Senza maschere. Senza costruire quello che troviamo. Senza un copione già scritto. Arriviamo in un luogo e lasciamo che siano quel luogo e le persone a indicarci quale storia raccontare. Oggi siamo in Venezuela. Domani potremmo essere in o Colombia. Un giorno dall'altra parte del mondo. È questo il progetto.

Viaggiatori Seriali: Tornerete in Italia?

Giulio: Certamente. L'Italia è casa nostra. E ti confesso una cosa: stiamo già preparando qualcosa. Non posso ancora raccontare tutto, ma stiamo lavorando a una serie che, se Dio vuole, il prossimo anno potremo realizzare. L'Italia possiede un patrimonio incredibile di piccoli paesi, territori, persone, tradizioni e storie. Vorremmo raccontarla esattamente come stiamo conoscendo oggi il Venezuela. Andando sul posto. Senza fretta. E soprattutto ascoltando.

“YouTube ormai è televisione pura”

Viaggiatori Seriali: Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare oggi su YouTube?

Giulio: Quando me lo chiedono rispondo sempre allo stesso modo: YouTube ormai è televisione pura. Bisogna smettere di pensare che sia soltanto qualcosa che le persone guardano sul telefonino. Oggi torni a casa e accendi una Smart TV. Davanti hai Netflix, Prime Video e YouTube. YouTube è entrato nel televisore di casa. Comprendere questo oggi significa, secondo me, comprendere dove sta andando il video. Poi devi guardarti dentro: cosa sono realmente capace di fare? A quale pubblico voglio parlare? Perché qualcuno dovrebbe dedicarmi il proprio ? Una volta capito questo, devi essere te stesso. Non lasciarti continuamente condizionare da quello che fanno gli altri. Essere costante. Lavorare. Imparare. E soprattutto saper creare una connessione con le persone. Puoi conoscere tutte le tecniche e gli algoritmi del mondo, ma se dall'altra parte dello schermo nessuno sente qualcosa sarà difficile costruire una vera community. Bisogna lavorare, essere costanti e rimanere genuini. Poi Dio farà il resto.

Un italiano, la sua compagna venezuelana e il mondo davanti

Terminata la nostra conversazione comprendiamo forse meglio perché Paseítos Callejeros abbia trovato così rapidamente il proprio pubblico.

C'è Giulio, italiano, con oltre vent'anni di esperienza nel mondo audiovisivo. C'è Génesis, la sua compagna venezuelana, che attraversa e spesso riscopre insieme a lui il proprio Paese. C'è una telecamera. E soprattutto c'è la disponibilità a non sapere esattamente cosa accadrà dopo.

Più di 41 mila iscritti in un anno. Milioni di visualizzazioni. Un documentario vicino alle 200 mila views. Due reportage sul terremoto oltre il milione ciascuno. Migliaia di commenti. Una community internazionale e, durante l'emergenza, persino la capacità di trasformare l'attenzione del pubblico in solidarietà.

Numeri da professionisti. Ma probabilmente il risultato più difficile non compare nelle statistiche di YouTube: è avere una propria identità.

Giulio e Génesis sembrano averla trovata in una regola semplicissima: non raccontare il mondo come dovrebbe essere. Raccontarlo come si presenta.

Oggi quel mondo si chiama Venezuela. Domani potrebbe chiamarsi Brasile, Colombia, Italia. E poi chissà.

Perché quello iniziato come un paseíto sembra avere tutte le intenzioni di trasformarsi in un viaggio attraverso il mondo. E dopo appena un anno, forse la storia più interessante di Paseítos Callejeros deve ancora cominciare.

Segui Giulio e Génesis

Per continuare a seguire i viaggi, i documentari e le nuove avventure di Giulio e Génesis, li trovate su YouTube, Instagram e come @paseitoscallejeros.

▶ YouTube: https://www.youtube.com/@paseitoscallejeros

Iscrivetevi al canale e accompagnateli nel prossimo Paseíto.

 

Iscriviti
Notificami
0 Comments
Vecchi
Più recenti Le più votate